lunedì 18 aprile 2016

Anche quest'anno Lesa nel Cuore pulisce la Strada dei Morti

L'appuntamento è per domenica 8 maggio alle ore 8,30
Come già negli anni scorsi anche quest'anno Lesa nel Cuore organizza la pulizia dell’antico sentiero chiamato la Strada dei Morti che collega la via delle Azalee a Solcio con la strada Provinciale per Massino Visconti. Pulire i sentieri è un'azione allo stesso tempo concreta e simbolica, un’occasione per conoscere meglio il nostro territorio e fare in modo che non sia cancellato dall’incuria. L’iniziativa unisce un gesto concreto di cura e pulizia con un gesto simbolico che rappresenta l’assunzione di responsabilità nei confronti dell’ambiente che viviamo e di un territorio la cui conservazione è un dovere di tutti. Ci incontreremo alle 8.30 all’ingresso del Villaggio Olmo in via delle Azalee per dividerci i compiti. La strada che ripuliamo ha anche un valore storico, oltre che ambientale. Oggi questo tratto collega la via delle Azalee con la strada Provinciale per Massino Visconti, ma un tempo proseguiva fino alla Chiesa di San Sebastiano. Le ricostruzioni storiche fanno risalire il suo nome di "Strada dei Morti"  all'epoca della grande peste. Gli abitanti di Solcio colpiti dalla tremenda malattia venivano trasportati proprio attraverso questo sentiero al Lazzaretto, situato proprio dove ora si trova la Chiesa di San Sebastiano. Le speranze di tornare a casa vivi erano talmente poche che il nome della strada diveniva quasi una sentenza...
Vi aspettiamo per ripulirla!
Tiziana Tozzi
Presidente dell'Associazione Lesa nel Cuore

 

mercoledì 11 novembre 2015

Il gruppo consigliare di "SIamo LESA" interpella il Sindaco sulla Cavallini

I sottoscritti Consiglieri Comunali del gruppo "SIamo LESA" Matteo Nerini Molteni e Daniela Marforio
Premesso che
• nel maggio del 2015 è stata presentata la candidatura per l’alienazione dei beni di enti pubblici attraverso la procedura “Proposta immobili 2015” dell’Agenzia del Demanio per la vendita del compendio Cavallini,
• alla ripresa dell’anno scolastico è stata transennata la parte di strada di accesso alla scuola dalla statale del Sempione a seguito della caduta di una pianta,
• in data 03 novembre è stato indetto uno sciopero dagli studenti dell’Istituto IPSAA Cavallini,
• in data 04 novembre è stato effettuato un sopralluogo congiunto con Sindaco e Presidente della Provincia di Novara,
• è stata presentata un’interpellanza nella quale si chiedevano chiarimenti in merito alla rimozione del cancello di ingresso dalla statale del Sempione con la seguente risposta del Sindaco: “Il Cancello danneggiato nell’incidente stradale avvenuto 8 settembre 2014 è stato consegnato al fabbro per la riparazione. A seguito della denuncia del sinistro si è atteso il sopralluogo da parte del perito dell’assicurazione, eseguito nei giorni scorsi, per il riconoscimento del danno. I lavori di riparazione possono quindi iniziare. Non è possibile stabilire una data certa di consegna da parte del fabbro, in quanto la riparazione del cancello, in ferro battuto a mano, è molto particolare”,
• si chiedevano inoltre chiarimenti in merito al crollo del muro su Via S. Antonio con la seguente risposta del Sindaco: “La messa in sicurezza della zona a confine con il muro di recinzione crollato è stata eseguita con la posa di rete di cantiere. In accordo con la Soprintendenza il tratto crollato verrà, per il momento, delimitato con una semplice rete metallica”.
Rivolgono al Sindaco la presente interpellanza per conoscere
1. se il compendio di Villa Cavallini è risultato idoneo alla vendita,
2. se è stata informata la Soprintendenza per i beni Architettonici competente per territorio in quanto il compendio di Villa Cavallini è vincolato a seguito di specifico decreto di vincolo,
3. perché la pianta caduta non è stata rimossa in breve tempo portando alla situazione odierna dove tutti i mezzi di stampa locale hanno parlato dello sciopero e portato alla luce una situazione incresciosa che lede l’immagine del nostro Comune impedendo di fatto l’utilizzo in sicurezza delle strutture scolastiche in quanto i mezzi di soccorso non possono accedere alla scuola se non passando dall’accesso posto sulla strada statale,
4. se non ritiene che il mancato utilizzo del parco leda il diritto fondamentale allo studio,
5. quali decisioni sono state prese durante il sopralluogo con il Presidente della Provincia di Novara,
6. quale ritiene essere il futuro della Scuola e della Villa Cavallini,
7. quando il cancello sarà riposizionato nella sua sede,
8. se sono stati eseguiti interventi sul muro su via S. Antonio o se sono previsti

mercoledì 4 novembre 2015

Cavallini: la chiusura del parco pregiudica il diritto allo studio - Lettera aperta di insegnanti e alunni

Oggetto: Situazione IPSAA Cavallini

Con la presente segnaliamo la grave situazione in cui versa l'istituto professionale per l'agricoltura e l'ambiente Cavallini di Lesa.
Siamo oggi fortemente penalizzati dalla chiusura quasi totale del parco, che dal 2008, in seguito ad un nubifragio a oggi settembre 2015, in seguito alla caduta di una pianta, non ha visto alcun tipo di intervento di ripristino, come da leggi vigenti, ma solo una progressiva e “definitiva” limitazione al suo accesso e utilizzo. Ricordiamo anche che recentemente sono stati stanziati dei fondi (nell'ordine di decine di migliaia di Euro) per la messa in sicurezza del parco che non hanno avuto nessun esito. Ciò pregiudica l'adito all'edificio scolastico da parte di ogni mezzo di trasporto che non sia una automobile (furgoni, autoambulanza ecc.).
Come conseguenza non abbiamo più la possibilità di usufruire di quei servizi che ogni istituto secondario ha il diritto di avere, visto anche il numero di ore giornaliere di attività didattiche. Oltre che alla mancanza di approvvigionamenti essenziali, come acqua, bevande calde e merende per gli studenti, la chiusura del parco pregiudica fortemente il diritto allo studio dei ragazzi sancito dalle correnti norme giuridiche del nostro Paese. Infatti, il parco e i terreni del lascito di Adelaide Cavallini, vincolati all'istituzione e al mantenimento di un istituto agrario, sono fondamentali laboratori didattici, resi ad oggi di fatto inagibili e ciò pregiudica il normale svolgimento delle lezioni delle materie di indirizzo.
La chiusura del parco è una non-soluzione, che non rispetta il mantenimento di un bene comune, atto a valorizzare le risorse e l'ambiente e l'habitat naturale di un particolare paesaggio floricolo e faunistico. Segnaliamo inoltre lo stato di profonda incuria dell'edificio scolastico: per citare un esempio l'acqua che percola dal soffitto ogni qualvolta piove . Di tale situazione sono state informate anche le famiglie degli studenti per renderle edotte della profonda difficoltà in cui docenti e alunni sono costretti a vivere.

Ci auguriamo vivamente, inoltre, un'inversione di tendenza, soprattutto da parte del Comune di Lesa che continua a dimostrarsi non collaborativo e che gestisce i rapporti con gli insegnanti e con gli alunni dell'istituto in modo a dir poco scortese.
Chiediamo perciò una subitanea risoluzione del “problema” parco suggerendo l'intervento della Protezione Civile per un' effettiva e immediata esecuzione dei lavori necessari a mettere veramente in sicurezza il parco.
Gli insegnanti e gli alunni

lunedì 5 ottobre 2015

La storia dei Beni Comuni di Lesa - seconda puntata: Il Rivone e l'Area attrezzata di Via Davicini

Continuiamo nel racconto di opere pubbliche realizzate dall’ingegno, dalla forza e dalla generosità dei semplici cittadini nel tentativo di costruire pian piano nuovi pezzi di memoria collettiva. Altri seguiranno nei prossimi numeri del giornale…

Il Rivone alla Foce dell’Erno
Ancora all'inizio degli anni Settanta, per arrivare al Rivone, cioè la spiaggia della Foce dell'Erno dal lato verso Lesa si percorreva una strada sterrata e si doveva attraversare, nell'ordine, una grande discarica per il deposito e la separazione dei rifiuti, una struttura industriale di lavorazione di sabbia e ghiaia e, alla fine della strada, una folta vegetazione spontanea nella quale i rovi facevano la parte del leone. Non c'erano le ville del complesso chiamato "Villaggio azzurro" e la spiaggia confinava con terreni agricoli in gran parte lavorati . Sul lato di Solcio invece uno stretto sentiero attraversava un fitto e intricato bosco di vegetazione spontanea. In queste condizioni è evidente che la fascia di spiaggia utilizzabile dai bagnanti fosse di dimensioni estremamente variabili e dipendenti dal maggiore o minore livello del lago oltre che dalla portata del torrente. Nei periodo in cui il lago era basso e l'Erno in secca lo spazio era immenso, quando il lago era alto e la portata dell'Erno buona la spiaggia si riduceva a una striscia sottile di ghiaia e sabbia. Già alla fine degli anni Settanta con l'avvento massivo della plastica, il mutare delle condizioni di raccolta e delle tipologie di lavorazione dei rifiuti la grande discarica a monte del Rivone non è stata più utilizzata se non da qualche "abusivo". I grandi cumuli di rifiuti sono stati velocemente invasi da arbusti, sterpaglie e pian piano l'area è divenuta una curiosa e angosciante giungla. Da sempre la spiaggia del Rivone era considerata la spiaggia dei Villesi, cioè gli abitanti di Villa, che la frequentavano più di quella del Castellaccio e un po' meno dai solcesi che avevano un'alternativa stuzzicante (anche per gli incontri e le frequentazioni) in quella del campeggio. Per anni i suoi frequentatori più assidui erano stati gli abitanti piuttosto che i villeggianti, ma negli anni Settanta il rapporto comincia a equilibrarsi. Il dato non è poco rilevante perché proprio un gruppo fisso di villeggianti milanesi inizia ad affiancare gli affezionati frequentatori del Rivone e a collaborare alla sua pulizia oltre che alla progressiva ripulitura dai rovi dell’area immediatamente posteriore alla riva. È così che pian piano la spiaggia si allarga. Le operazioni di pulizia vengono effettuate nel rispetto dei grandi salici, fondamentali per creare le zone d’ombra caratteristiche di questo luogo. Tra i villeggianti che collaborano attivamente a questa opera c’è anche il Sala, che negli anni seguenti sceglierà poi di stabilirsi definitivamente a Lesa, famoso anche per l’hobby della pittura (alcuni suoi quadri sono tutt’ora visibili all’interno del Circolo Comunale Lesiano). Proprio lui posa alcuni cestini per la raccolta dei rifiuti e un rubinetto pubblico che attinge l’acqua da una sorgente sotterranea. Innamorato del luogo ci risiede anche per un’estate intera in una tenda che diventa un po’ una sorta di centro di incontro dei bagnanti. Pia piano con il lavoro di tutti i frequentatori la spiaggia si allarga e nasce anche il primo, precario, bar. Periodiche e pubblicizzate operazioni di ripulitura e sistemazione della spiaggia per opera dei volontari e delle associazioni del nostro Comune costellano tutti gli anni Ottanta e i primi anni Novanta. Il cruccio maggiore dei frequentatori resta comunque la giungla di arbusti e cumuli di immondizia antica che permangono sull’area a monte, di fronte alla industria che lavora la ghiaia. Nel 1990 nasce l’idea di un’operazione definitiva. Gianni Marforio, Presidente del Comitato Consultivo Territoriale di Lesa, convoca una riunione congiunta delle Associazioni con le aziende artigiane di Lesa e chiede all’amministrazione comunale guidata da Gianni Lucini l’autorizzazione a un intervento radicale. In brevissimo tempo l’Ufficio Tecnico del comune predispone il progetto. Si raccolgono i soldi e gli artigiani del nostro Comune mettono a disposizione i mezzi necessari per bonificare l’intera zona, liberandola dai rovi, asportando i cumuli di rifiuti, spianando il terreno e ricoprendolo con uno strato di ghiaia di fiume recuperata nello stesso luogo. L’area viene poi piantumata con giovani alberi regalati alla comunità da floricoltori e singoli cittadini o recuperati dal vivaio della Forestale. Al termine delle operazioni di recupero ambientale una grande festa accoglie la decisione degli alunni delle scuole di Lesa di “adottare” i giovani alberi. Non diversa è la genesi dell’intervento operato sul lato verso Solcio dell’area. Qui per iniziativa del locale Comitato Consultivo Territoriale e dell’Associazione Amici di Solcio inizia la ripulitura del terreno con la collaborazione fattiva di gran parte delle Associazioni di Lesa chiedendo e ottenendo dall’Amministrazione Comunale la realizzazione di un’area attrezzata che consentisse una miglior fruizione della zona. L’amministrazione guidata da Letizia Romerio Bonazzi trova i finanziamenti per un’operazione più complessa e oltre alla risistemazione ambientale sul lato verso Solcio realizza una vera area destinata ai pic nic. In quegli anni prende vita anche un progetto più impegnativo che prevede la realizzazione di una pista ciclabile che colleghi Solcio a Lesa attraversando il Rivone ed evitando la statale. Con l'avvento della prima amministrazione Grignoli di quel progetto non si è più saputo nulla. Oggi però a distanza di pochi anni da queste azioni di recupero ambientale, gran parte degli alberi piantumati all’inizio degli anni Novanta sono scomparsi per incuria ma soprattutto per il carico grave del parcheggio incontrollato di mezzi a motore e sulla spiaggia la situazione appare cambiata in peggio tanto da far temere che l’intera area sia ormai entrata in una nuova fase di degrado per carenza di cure e di attenzione da parte di chi dovrebbe gestire i beni comuni.

L’area attrezzata di Via Davicini
Per molti anni l’estate lesiana diventava un’occasione straordinaria per le Feste delle Associazioni e dei Partiti. Ce n’era una alla settimana e ciascuna aveva la sua “storica collocazione”. L’area del vecchio campetto sportivo delle ACLI di Lesa ospitava la Festa della Croce Rossa (per anni la più partecipata in assoluto) e quella degli alpini di Lesa-Solcio. Nel prato antistante il Castellaccio c’era la Festa dell’Avanti dei socialisti mentre gli Alpini di Villa Lesa organizzavano come oggi la loro festa nella sede storica della Valle dell’Erno. Il parco giochi solcese, quello a ridosso dei Cantieri Nautici, era il teatro scelto per le feste degli Amici di Solcio e il pratone al fianco della chiesa di San Sebastiano ospitava la Festa della Società del Buonumore. La festa dei comunisti per molti anni si svolgeva nei terreni di proprietà Cassani in Via Davicini, la stessa area dove oggi sorgono le case della Cooperativa. Proprio dopo l’avvio della costruzione di quelle case si spostarono al Castellaccio nella stessa area già utilizzata per la Festa dell’Avanti mentre la Democrazia Cristiana e, in anni più recenti, Forza Italia, tenevano una festa intercomunale sul territorio di Belgirate. Lo Sci Club Lesa 77 sceglieva di anno in anno il luogo così come l’AIB. Dopo la realizzazione del campo sportivo la Nova Esperia Calcio cominciò a organizzare la propria festa nella porzione di terreno rimasta libera al vertice del campo da gioco dove esisteva un vecchio cascinino. La dispersione dei luoghi comportava sforzi notevoli di impianto e organizzazione per rispondere alle norme di sicurezza e a quelle igienico-sanitarie progressivamente divenute sempre più stringenti. All’inizio degli anni Novanta prese così corpo l’idea di attrezzare un’unica area da destinare alle Feste. La scelta cadde sulla porzione di terreno al vertice del campo da calcio, già nella disponibilità del Comune. L’idea era quella di unire gli sforzi costruendo le strutture con l’apporto di lavoro volontario mentre il Comune avrebbe provveduto a redigere il progetto e a fornire il materiale. Sulla carta sembra difficile far lavorare fianco a fianco Associazioni diverse e, come accade a Lesa, spesso non troppo amiche tra di loro. Inimmaginabile appare poi la possibilità di far collaborare tra loro partiti politici differenti e contrapposti. Invece accade. Il geom Manlio Guarnori redige il progetto il lavoro inizia. Nel 1996 viene finalmente inaugurata l’Area Attrezzata con una cerimonia ufficiale. Per rimarcare l’importanza dello sforzo e l’incredibile amalgama tra persone, associazioni e partiti, il giornale dell’amministrazione comunale “Lesa e le Frazioni” pubblica l’elenco di tutti i protagonisti dell’impresa. Lo riportiamo così com’era. Forse tardivamente potrebbe diventare una targa da posare all’Area Attrezzata per ricordare la capacità della nostra comunità di realizzare imprese giudicate impossibili.
Chi lavorò alla realizzazione dell'area attrezzata
(fonte: Lesa e le Frazioni n°3/96)

Persone
Alesina Renato
Barcia Salvatore
Boccon Giuseppe
Borroni Paride
Bottasini Giuseppe
Braga Bruno
Chiesa Claudio
Chiesa Paolo
Conterio Giorgio
Danini Renato
Diana Rodolfo
Favaro Nicola
Fornara Adriano
Guarnori Manlio
Guella Giovanni
Iacchini Luca
Lucini Gianni
Lucchini Amedeo
Maggioni Mario
Marforio Giovanni (Gianni)
Marforio Silvio
Massari Aldo
Minniti Salvatore
Padulazzi Renzo
Pittarello Cesare
Pittarello Moreno
Prini Gianpiero
Proserpio Roberto
Provenzano Michele
Rodi Mario
Romerio Bonazzi Marco
Rossetto Pietro
Scheurmann Paolo
Sella Marco
Stoppini Alberto
Tagliaferro Romano
Tavolacci Giuseppe
Tedesco Francesco
Tensi Mario
Valsesia Massimiliano
Vernizzi Odoardo

Associazioni e Partiti
A.V.I.S.
A.I.D.O.
Amici del Carnevalino Villese
Corpo Bandistico "La Volpina"
Cicloamatori Lesa
Forza Italia
Gruppo Alpini Lesa – Solcio
Moto Club Lesa
Nova Esperia Calcio
Partito della Rifondazione Comunista
Sci Club Lesa 77
Associazione Tramonto d'Oro


martedì 8 settembre 2015

La storia dei Beni Comuni di Lesa - prima puntata: L'ex Società Operaia e il Campo Sportivo

Il territorio del nostro Comune è ricco di tracce che testimoniano esempi di mecenatismo da parte di personaggi illustri e famiglie benestanti. Ci sono targhe che ricordano lasciti di immobili, donazioni di fonti d’acqua o altri servizi necessari alla vita di una collettività, alcune effettuate direttamente al Comune, altre a ormai disciolte Opere Pie. Se la memoria dei ricchi benefattori è più o meno compiutamente consegnata al tempo, non altrettanto avviene per le imprese realizzate dall’ingegno, dalla forza e dalla generosità dei semplici cittadini. È un peccato perchè la solidarietà è una forza antica che periodicamente ha innervato la vita e lo stare insieme della nostra comunità dandole la capacità di compiere imprese destinate a restare nel tempo. Il nostro territorio è costellato da testimonianze imponenti di opere e strutture di uso sociale ideate, finanziate e costruite dalla partecipazione popolare. Non sempre le amministrazioni pubbliche sono state buone custodi di questo patrimonio e spesso la memoria stessa dell’origine sociale di queste realizzazioni si è persa o si sta perdendo perché nessuno fa nulla per mantenerla. Sono veri e propri “beni comuni” di cui il nostro paese dovrebbe andare fiero e che dovrebbero, nei limiti del possibile, vedere le amministrazioni pubbliche schierate a difesa della memoria, prima ancora della loro destinazione e della loro originaria funzione. Le fatiche, la disponibilità a spendersi per il futuro di decine, a volte centinaia di persone, andrebbero ricordate e trasmesse sia alle giovani generazioni che agli abitanti di recente acquisizione per non interrompere un filo prezioso tessuto nei secoli. Lesa, Villa, Solcio, Comnago e Calogna sono state nel passato comunità capaci di scrivere direttamente la loro storia e i segni sono tuttora presenti sul nostro territorio anche attraverso opere di grande impegno sulla cui origine non è giusto vada perduta la memoria. C’è un lavoro da fare ed è quello di compilare un elenco il più completo possibile di questi “beni comuni” nati dal lavoro e dalla generosità degli abitanti di questi luoghi.
Iniziamo da questo numero senza la pretesa di arrivare a una elaborazione definitiva. Pensiamo piuttosto a una prima, piccola traccia sulla quale costruire pian piano altri pezzi di memoria collettiva. In questo numero di “Lesa nel Cuore" raccontiamo i primi due esempi di strutture nate dal concorso della popolazione. Altri seguiranno nei prossimi numeri del giornale…

Ex Società Operaia

L’immobile, ora sede del Consiglio Comunale, ha una storia che affonda le sue radici nei primi anni del Novecento quando la locale Società Operaia di Mutuo Soccorso decide di costruire la propria casa. Edificato dai lesiani con il lavoro volontario finanziato anche dalle rimesse dei concittadini emigrati sulla base del principio “Ciascuno dà quello che può. Chi non è in condizioni di partecipare con il proprio lavoro contribuisce all’acquisto del materiale” l’immobile vede la luce e diventa il cuore delle iniziative ricreative del paese con la sua grande sala polivalente, capace di essere cinema, teatro e sede di grandi feste. Negli anni Venti, con l’avvento del regime fascista e lo scioglimento coatto di tutte le strutture associative democratiche anche la Società Operaia di Lesa viene sciolta e la sua sede espropriata. Dopo la Liberazione tutto sembra ritornare al suo posto. La ricostituita Società Operaia di Mutuo Soccorso rientra in possesso dell’immobile e dopo un breve periodo di gestione diretta decide di trasferire la proprietà del bene al Comune, cioè all’intera cittadinanza di Lesa. Inizia così un lungo periodo in cui pur restando di pubblica proprietà l’immobile vive esperienze di gestione privata. Con il passare del tempo e le modifiche nelle normative, il grande salone viene abbandonato al suo destino e l’attività dei privati si sposta progressivamente nella suggestiva taverna al piano inferiore. Negli anni Novanta con l’amministrazione guidata dal sindaco Gianni Lucini si inizia a pensare al recupero della sua fruibilità pubblica. Scaduto l’ultimo contratto di locazione, il Comune torna nel possesso completo anche della disponibilità del complesso immobiliare e presenta la prima ipotesi di recupero e ristrutturazione del complesso. Si tratta di un progetto di fattibilità firmato dall’Ing. Vanoli e destinato a supportare la ricerca di finanziamenti pubblici. L’idea è quella di farne un grande centro non esclusivo e aperto alla popolazione di attività nautiche con il sostanziale contributo delle strutture di Credito Sportivo. Nei primi anni del nuovo millennio, la sindaca Letizia Romerio Bonazzi porta a compimento quella che solo pochi anni prima era una speranza. Il progetto definitivo, affidato all’arch. Turba, viene finalmente finanziato e i lavori hanno inizio. In quegli anni nasce anche la Canottieri Lesa, la cui formazione viene favorita specificamente per dare un seguito concreto alle possibilità offerte dalla nascita del centro nautico. Sarà poi la prima amministrazione guidata dal Sindaco Roberto Grignoli a modificare parzialmente la destinazione finale dell’immobile ristrutturato riducendo sostanzialmente lo spazio originariamente previsto per il centro nautico e separando l’ampio salone utilizzato oggi come Sala Consigliare e spazio per eventi vari.

Il campo da calcio comunale in Via Davicini
All’inizio degli anni Settanta nel territorio del Comune di Lesa non esisteva più né una squadra né un campo da calcio regolare per disputare campionati. Era un peccato, visto che in vari periodi della sua storia Lesa aveva avuto due squadre: il Lesa, con la maglia rossoblu, l’Esperia di Villa Lesa con la casacca arancione. Aveva anche un grande campo sportivo in nell’area oggi a prato antistante il Castellaccio, teatro negli anni Venti e Trenta di incontri di squadre di Serie A e, alla vigilia dei Campionati del Mondo del 1934, di alcune sedute di allenamento della nazionale italiana di Vittorio Pozzo in ritiro all'Alpino sopra Stresa. Nel dopoguerra, scomparso il Lesa e abbandonata l’area del Castellaccio, il calcio si era trasferito a Solcio, sull’area oggi occupata in permanenza dal Campeggio. In quegli anni l’area godeva di una duplice funzione: in autunno, inverno e primavera campo sportivo e in estate campeggio (gli spogliatoi delle squadre diventavano servizi igienici). Con la fine dell’Esperia l’unico spazio destinato al gioco del calcio restava il campetto delle ACLI di Lesa in Via Davicini, che ospitava un combattutissimo torneo notturno per squadre di sei giocatori e un Torneo Primavera destinato ai ragazzi più giovani. Il campo sorgeva in quello spazio oggi destinato a parcheggio di fianco alla sede del CRI. Mancavano squadre e strutture ma non mancavano i giocatori sulle orme del solcese Bruno Padulazzi, terzino di Arona, Legnano, Torino, Marzotto e Inter, con la quale aveva conquistato anche due scudetti consecutivi nelle stagioni 1952-53 e 1953-54. Tra i molti che si facevano valere sui campi d’Italia c’erano i villesi Nicola (Nicolino) Centrone, Ezio e Claudio Loregiola, Giorgio Diana e Ugo Diana, i lesiani Luciano Dondi, Umberto (Mora) Morellini, Luciano Barbarigo, Piercarlo Tadini, Guido Velatta e Giorgio Conterio e i solcesi Fabio Padulazzi, Maurizio Tagini, Valerio Fornara, Dario Fornara, Carlo Prini, Piero Gattico, Sandro Moretti e Alberto Vincenti, giusto per citare i primi che vengono in mente. Proprio negli anni Settanta rinasce la voglia di riportare il calcio a Lesa. Nasce così la Nova Esperia, una squadra senza munifici finanziatori, basata sul volontariato e sull’entusiasmo dei suoi fondatori. Fin dall’inizio qualcuno dei calciatori lesiani impegnati altrove si rende disponibile a vestire la maglia della squadra del proprio paese. Nasce così una squadra senza campo. In quegli anni Settanta il concetto di “giocare in casa” per la Nova Esperia è un artificio linguistico visto che gli incontri casalinghi si disputano a Nebbiuno o a Meina. I sacrifici di calciatori e tifosi sono tanti e pian piano cresce così l’idea di “costruire” un nuovo campo sportivo a Lesa. L’area che viene scelta per la sua collocazione è proprio quella dove attualmente sorge il Campo Sportivo Comunale. Si contattano i proprietari e si chiede l’aiuto del Comune. I proprietari concedono in affitto le porzioni di terreno necessarie e l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Marenzi si rende disponibile ad accollarsi la spesa dell’affitto stesso e a fornire il materiale necessario ad attrezzare l’area. Il resto viene da sé. Giocatori e sostenitori della squadra nelle ore libere spianano il terreno, lo recintano e realizzano gli spogliatoi con alcuni box di recupero. Quasi a dare un tocco finale viene realizzata una tribuna per il pubblico interamente costruita con i tubi Innocenti regalati da un'impresa edile sullo spazio di terreno dove oggi sorge l’Area Attrezzata (la cui storia merita di essere raccontata in una puntata successiva). La Nova Esperia può così giocare nel proprio Comune e il concetto di “partita in casa” non è più solo un’invenzione linguistica. Il campo sportivo “fai da te” dura fino agli anni Novanta quando, complice anche la vittoria nel campionato e il conseguente passaggio di categoria, si rendono necessari lavori urgenti di allargamento e la costruzione di nuovi spogliatoi pena la revoca dell’agibilità da parte del CONI. Questa volta il volontariato non è sufficiente. Tocca al Comune e all'amministrazione guidata da Gianni Lucini farsi carico dei lavori necessari. Si cercano e si trovano i soldi dal Credito Sportivo e sia pur sul filo di lana l’avventura della Nova Esperia riparte.

 

venerdì 19 giugno 2015

Grignoli ha avuto una liquidazione da 7.146,04 Euro

In genere si percepisce la liquidazione quando si cessa di fare una cosa. Per i Sindaci non è così. Finisci un mandato, ti dò una liquidazione pari a un mese di indennità per ogni anno che sei stato in carica. Poi se ti ripresenti e vieni rieletto, altro giro, altra corsa, altra liquidazione... Non c'è nulla di illegale in questo visto che la legge Finanziaria del 2007 prevede che dal 1° gennaio dello stesso anno ai Sindaci sia riconosciuta un'indennità di fine mandato purché lo stesso sia stato superiore ai trenta mesi. Come accade anche per l'indennità mensile qualche Sindaco ci rinuncia, ma non è il caso di Grignoli, il nostro "caro" Sindaco che rientra tra i beneficiari di questo curioso provvedimento. Il calcolo effettuato su un'indennità mensile di 1.301,47 per il 2009 ( da giugno a dicembre ) di 1.446,08 per il 2010, 2011, 2012, 1013 e cinque mesi del 2014 ( da gennaio a maggio) porta a un'indennità di 7.146,04 euro. Niente male, vero?
Questa è la tabella di calcolo come risulta dalle determine 312 e 313 del 2014, regolarmente consultabili nel sito del Comune.

ANNO DI RIFERIMENTO
INDENNITA’ DI FUNZIONE
INDENNITA’ FINE MANDATO
ANNO 2009
1.301,47
759,19
ANNO 2010
1.446,08
1.446,08
ANNO 2011
1.446,08
1.446,08
ANNO 2012
1.446,08
1.446,08
ANNO 2013
1.446,08
1.446,08
ANNO 2014
1.446,08
602,53
TOTALE

7.146,04

È tutto regolare, anche se va detto che altri Sindaci e amministratori in un periodo difficile per le casse pubbliche come per i cittadini si autoriducono indennità e prebende varie. Probabilmente Grignoli non lo fa perché usa questi soldi per cause nobilissime in difesa dei più deboli e bisognosi. Anzi se è così ce lo faccia sapere, ne daremo certamente conto su queste pagine, oppure utilizzi il giornale del Comune, o magari i famosi "manifesti gialli", per qualche tempo divenuti famosi come le "grida manzoniane".

lunedì 11 maggio 2015

il 17 maggio puliamo la Strada dei Morti

Ripetiamo anche quest'anno il gesto simbolico che rappresenta l’assunzione di responsabilità nei confronti dell’ambiente che viviamo e di un territorio la cui conservazione è un dovere di tutti.

Domenica 17 maggio come ogni anno Lesa nel Cuore organizza la pulizia dell’antico sentiero chiamato la Strada dei Morti che collega la via delle Azalee a Solcio con la strada Provinciale per Massino Visconti.
Ci incontreremo alle 8.30 all’ingresso del Villaggio Olmo in via delle Azalee per dividerci i compiti. Ricordatevi di portare guanti, scarponi, rastrelli e attrezzi da giardinaggio. Vi aspettiamo in tanti.


giovedì 7 maggio 2015

Vallini Assessore? Questioni di stile, coerenza e... incompatibilità. Firmato Lesa nel Cuore e Siamo LESA

L’Associazione Lesa nel Cuore prende atto con qualche sorpresa della nomina ad Assessore del proprio componente Sergio Vallini.

Premesso che cambiare idea non è un reato, visto che la sua non può essere definita una scelta dolorosa né scomoda, avremmo preferito un confronto aperto che coinvolgesse i quasi duecento iscritti alla nostra associazione. È una questione di stile, oltre che di coerenza con quanto detto e scritto dallo stesso Vallini, per esempio, sul n° 13 del nostro giornale presentando l'iniziativa del club "Lesa nel Cuore 100%".
In ogni caso ciascuno risponde delle scelte che compie e se ne assume la responsabilità. Riteniamo, tra l'altro, che proprio per la sua professione Vallini, come da lui stesso dichiarato al momento della formazione della lista "SIamo LESA" per le ultime elezioni amministrative, abbia più di una ragione di incompatibilità a ricoprire incarichi amministrativi.
Come già accaduto nel passato nei confronti di altre scelte simili manifesteremo la nostra opposizione alla sua nomina in tutte le sedi, nei modi opportuni e come sempre Lesa nel Cuore non starà a guardare né farà sconti.
 La Presidente di Lesa Nel Cuore
Tiziana Tozzi

Abbiamo appreso il giorno 29 aprile che il nuovo assessore ai lavori pubblici sarà Sergio Vallini.
Sergio Vallini negli anni passati ha collaborato con Lesa nel Cuore e ha fatto parte del comitato che ha visto la nascita di Siamo LESA durante l’ultima campagna elettorale.
Nulla in contrario con i cambi di idee, solo le montagne non si spostano, ma in questo caso non è solo una questione di idee è una questione di coerenza. Nella formazione della lista Siamo LESA è stato tra i possibili candidati e ha rifiutato la candidatura per una questione condivisibile di conflitto di interessi, infatti, avendo svolto incarichi per il Comune di Lesa, e non avendo concluso tali incarichi al momento delle elezioni, ha preferito non candidarsi ma continuare a collaborare alla campagna elettorale.
Ripeto: è una questione di coerenza, se prima non poteva fare parte dell’amministrazione perché ora ritiene di poterlo fare?
Significa forse che non ci sono incarichi in corso con i Comuni di Lesa, Meina e Belgirate?
Ci ricordiamo i discorsi fatti e i dubbi sollevati sull’operato della giunta Grignoli, forse significa che i dubbi sono stati fugati?
La scelta che è stata fatta, è la scelta di un singolo nella piena libertà di effettuarla ma ne sconterà le conseguenze perché anche noi siamo liberi di esprimere il nostro dissenso.
Noi non staremo a guardare, ci muoveremo come ci è solito fare per tutelare gli interessi della comunità rispetto a quelli dei singoli e vigileremo sull’operato di questa nuova giunta.
Il Capogruppo Consiliare di Siamo LESA
Matteo Nerini Molteni

mercoledì 15 aprile 2015

Che cosa si è fatto per poter utilizzare in sicurezza Via Sant'Antonio?

Interpellanza per conoscere lo stato della Via Sant'Antonio nel tratto tra la chiesetta di S. Antonio e il cavalcavia ferroviario 
Dissuasori nel tratto che cede

Cartello con obbligo di svolta

Un bel divieto d'accesso lava la coscienza

I sottoscritti Consiglieri Comunali del gruppo "SIamo LESA" Matteo Nerini Molteni e Daniela Marforio
Premesso che
è stata emanata ordinanza di chiusura strada 
n° 122 del 15.11.2014,

Rivolgono al Sindaco la presente interpellanza per conoscere

se si è provveduto a ripristinare lo stato dei luoghi per un uso in sicurezza del tratto di strada precedentemente chiuso.

lunedì 13 aprile 2015

Come sono messe le ex scuole di Solcio?

Presentata un'interpellanza per conoscere lo stato d’uso dell’immobile “Ex scuole di Solcio”.

I sottoscritti Consiglieri Comunali del gruppo "SIamo LESA" Matteo Nerini Molteni e Daniela
Marforio
Premesso che
-  negli anni sono state emanate le seguenti delibere:
  • Delibera di Giunta Comunale  n° 196  del  05.12.2006
  • Delibera di Giunta  Comunale  n° 35  del  20.03.2008
  • Delibera di Giunta Comunale n°54  del  22.04.2008
- nell’anno 2010 è stata inaugurata la struttura,
- sono presenti alcuni mini-alloggi ad uso ricettivo.

Rivolgono al Sindaco la presente interpellanza per conoscere
  • se negli anni sono stati utilizzati, per lo scopo per il quale sono stati realizzati, i minialloggi ad uso turistico ricettivo,
  • se i suddetti mini-alloggi hanno prodotto reddito negli anni,
  • se per i mini-alloggi e per la parte di struttura sono state sostenute spese di manutenzione o di altro tipo,
  • quale è lo stato dei mini-alloggi e della struttura nel suo complesso,
  • quale è l'utilizzo previsto per il 2015 anche in relazione alla manifestazione EXPO 2015 che si terrà a Milano.


giovedì 9 aprile 2015

Gli interrogativi nati dopo il deposito di ingenti quantità di ghiaia alla Foce dell'Erno

I consiglieri di SI Amo LESA presentano un'interpellanza per conoscere la situazione

I sottoscritti Consiglieri Comunali del gruppo "SIamo LESA" Matteo Nerini Molteni e Daniela Marforio
Premesso che
  • nello scorso autunno la zona di Lesa è stata interessata forti precipitazioni,
  • alla foce del fiume Erno sono presenti accumuli consistenti di ghiaia,
  • negli anni passati è stato pubblicato un articolo su “La Prealpina” del 2/11/96 n° 23 nel quale si denunciava la presenza di un accumulo consistente di materiali inerti nel comune di Brovello Carpugnino in seguito alla costruzione dell’autostrada,
  • sempre negli anni passati si è parlato dello stesso problema sul giornale comunale “Lesa e le frazioni”.
Rivolgono al Sindaco la presente interpellanza per conoscere

  • i motivi che hanno portato tali quantità materiali inerti alla foce dell’Erno,
  • se tale materiale sarà rimosso,
  • se non sia possibile che tale materiale sia quello derivante da un cedimento del deposito oggetto degli articoli citati,
  • chi ha sostenuto le spese di rimozione della ghiaia dall’alveo del fiume in prossimità della foce.
  • Sponda Rivone
  • Foce Erno
Riva lato Solcio

martedì 7 aprile 2015

Pulizie di primavera al Castellaccio?

In questi giorni molti di noi hanno assistito a grandi pulizie nell’area del Castellaccio abbandonata da anni.
Lungo la via Davicini sono state tagliate le piante cresciute sul confine, sul perimetro delle mura storiche sono stati tagliati i rovi e le piante che coprivano alla vista i resti del castello.
Bene, finalmente si fa pulizia e manutenzione per la tutela del bene, è un bene vincolato e tutelato e come tale va conservato dal proprietario.
Ma allora perché annunciarlo sul sito di “Lesa nel Cuore”? Perché il metodo utilizzato non è quello giusto, i rovi sono stati incendiati per poterli eliminare, tanto che i segni delle fiamme sono rimasti sulle mura antiche e tutto è documentato dalle foto scattate domenica 22 marzo.
Se il bene è un bene tutelato non si può pensare che la manutenzione sia fatta utilizzando il fuoco per pulire le aree verdi, le malte che tengono legate tra di loro le pietre che costituiscono le mura dopo essere state sottoposte al fuoco non riescono più ad assolvere alla loro funzione di legante.
L’opera di pulizia da parte del privato è inquietante, dopo anni di abbandono si è proceduto con una metodologia che va contro i principi della tutela e della conservazione, a quale scopo?

sabato 31 gennaio 2015

Lesa nel Cuore, è iniziato il tesseramento 2015


Sono pronte le tessere dell'Associazione "Lesa nel Cuore" per il 2015. La quota d'adesione ordinaria è fissata a 5 Euro (sostenitori da 20 Euro in su).
La tessera può essere richiesta a chi vi porta il giornale o via mail a lesanelcuore@libero.it
Più siamo più contiamo!

lunedì 26 gennaio 2015

A Lesa l’imposizione delle voci IMU/ICI e TARSU dal 2009 al 2014 è aumentata del 57 %

Riportiamo integralmente l'articolo firmato da Matteo Nerini Molteni che apre in nuovo numero del giornale "Lesa nel Cuore".

A proposito di “Barare”

A Lesa l’imposizione delle voci IMU/ICI e TARSU dal 2009 al 2014 è aumentata del 57 %
È con piacere che diamo il bentornato al giornale comunale “Lesa e le Frazioni” e desideriamo congratularci ed augurare buon lavoro a tutta la sua redazione. Già dal primo numero vediamo un’edizione ricca di argomenti e di spunti interessanti. Come già scritto proprio su “Lesa e le frazioni”, consideriamo il giornale comunale un importante strumento di comunicazione tra i cittadini ma soprattutto tra l’Amministrazione Comunale e i cittadini. Strumento che speriamo potrà rendere più facile anche il compito di far conoscere e argomentare le decisioni che vengono prese per amministrare il nostro Comune, in sintesi: la Politica dell’amministrazione in carica nell’interesse della collettività. Consideriamo infatti buona pratica di ogni amministrazione decidere di divulgare al meglio le scelte di gestione della cosa pubblica in esecuzione del mandato loro assegnato che è quello di governare con lo scopo di tutelare gli interessi dei cittadini e di rispondere alle esigenze delle persone che nel comune vivono e lavorano. Purtroppo abbiamo letto con dispiacere nella nota introduttiva del Sindaco al primo numero di “Lesa e le frazioni” il passaggio in cui viene fatto riferimento esplicito all’articolo “Grignoli e la sua maggioranza portano la TASI al 2,5 per mille” comparso sul n. 48 di questo giornale. Il Sindaco ci ricorda l’importanza di “non barare” argomentando che “va detto, contemporaneamente, che Grignoli e la sua maggioranza hanno escluso dalla TASI i redditi più bassi (sotto i 26 mila euro)". Con tutto il rispetto per la carica che ricopre egregio Sindaco reagiamo con forza all’accusa di voler barare. La invitiamo invece a riflettere su quanto sta avvenendo in termini di aumento delle imposte comunali a carico dei cittadini. I tributi riconosciuti al Comune dai cittadini per le due principali voci: l’imposta comunale sugli immobili (IMU come si chiama adesso e ICI come si chiamava prima) e tassa sui rifiuti (TARI come la chiamiamo adesso e TARSU come si chiamava prima) c’erano prima e continuano ad esserci ora e SONO IN COSTANTE AUMENTO e questo senza andare a scomodare la TASI
la TASI è una tassa in più introdotta quest’anno, ovvero entrate tributarie in più a carico dei cittadini. Ripetiamo a tutti che il nostro voto all’aumento della aliquota TASI è stato contrario a tale sarebbe tutt’ora se si potesse tornare indietro. Sarà anche vero che i redditi sotto i 26 mila euro sono esclusi dal pagamento della TASI ma allora dobbiamo ricordare anche e soprattutto che la proposta (tramutata in delibera) era di adottare l’aliquota massima!! consentita dallo Stato per una nuova tassa che avrebbe riguardato i proprietari di prima casa nel comune di lesa. Sappiamo tutti che quella indicata dallo stato era dell’1 ‰ e che altri comuni l’hanno diminuita (perché sì, i comuni ne avevano facoltà) in taluni casi fino ad arrivare a zero. A Lesa  è stata aumentata al 2,5 ‰. e, seppur non colpisca tutti, a Lesa ci sono sempre proprietari di prima casa che quest’anno oltre a IMU e Tassa sui rifiuti hanno dovuto pagare anche questa. Purtroppo la realtà dei fatti è che le imposte comunali continuano ad aumentare. Con tutto il rispetto che le si deve invece di accusarci di barare la invitiamo a rendersi consapevole che c’e’ un peso crescente che noi cittadini dobbiamo sopportare, sì, stiamo parlando delle imposte comunali a cui la TASI va solo ad aggiungersi. 
Escludendo dall’analisi la TASI, infatti, basta prendere i dati pubblicati dal Ministero dell’Interno (dal 2009 al 2012) e presentati dal Comune di Lesa (consuntivo 2013 e previsione 2014), che riportiamo in tabella. Da questi dati rileviamo che l’imposizione delle voci IMU/ICI e TARSU dal 2009 al 2014 è aumentata del 57 % sì, avete letto bene, del 57 % in cinque anni.
Ammontare delle imposte IMU/ICI e tassa rifiuti dal 2009 al 2014

2009
2010
2011
2012
2013
2014*
IMU/ICI
858.385
889.416
972.009
1.277.460
1.233.000
1.340.000
RIFIUTI
414.410
439.868
499.369
508.495
529.944
655.500
TOTALE
1.272.795
1.329.284
1.471.378
1.785.955
1.762.944
1.995.500
Fonti Ministero dell’Interno www.finanzalocale.interno.it, bilancio consuntivo 2013 e previsione 2014 Comune di Lesa
* L’anno 2014 è il dato di previsione, gli altri anni sono dati consuntivi.

Le due voci riportate in tabella sono sostenute dai contribuenti di questo Comune. La consapevolezza inizia rendendosi conto che, salvo casi fortunati se non dire unici, nessuno di noi ha potuto minimamente vedere nello stesso periodo un comparabile aumento di stipendio o pensione. È un calcolo semplice che ognuno di noi può fare in cinque anni difficilmente le nostre entrate possono essere aumentate della stessa percentuale (57 %) della quale sono aumentate le imposte comunali. Si sa, le imposte sono difficili da comprendere e per aiutare i cittadini nel numero di ottobre di questo giornale abbiamo riportato una tabella riepilogativa circa scopi e scadenze di TUTTE queste imposte, che cambiano tutti gli anni, e  abbiamo sottolineato come importante l’esclusione dal pagamento della TASI dei redditi al di sotto dei 26.000,00 euro come anche raccomandato a tutti di recuperare il regolamento e leggersi le delibere (perché altro non c’era per il normale cittadino). Ma quanto a voi, limitarsi a redigere delibere comunali potrà anche essere corretto dal punto di vista normativo ma aiutare i cittadini a capire con qualche spiegazione in più non dovrebbe essere visto come un fastidio, bensì come un dovere, non fosse altro per le tante persone che poca dimestichezza hanno ad interpretare leggi regolamenti e norme attuative.
Ci scusi ma reagiamo con forza al contenuto dell’articolo apparso su “Lesa e le Frazioni”, NON abbiamo barato, abbiamo dato immediata e quanto più possibile tempestiva informativa di quel che veniva deciso e continueremo a svolgere il compito che è assegnato ad ogni opposizione che in qualsiasi realtà rappresenta un valore. La stessa motivazione ci ha fatto chiedere in consiglio comunale che fosse messo a disposizione il metodo di calcolo della tassa sui rifiuti. Non vogliamo nessun merito ma lasciateci dire che ora che un programma di calcolo è comparso sul sito del Comune siamo più contenti, certo più contenti di quando abbiamo visto le smorfie evasive in risposta alla domanda “come può fare un cittadino a calcolare quanto deve pagare di tassa sui rifiuti?” Un applauso a voi per averlo messo online. Vi abbiamo chiesto di pubblicare i bilanci comunali almeno dell’ultimo quinquennio. Al momento in cui scriviamo mancano ancora i dati del 2012, ci sono solo le inutili delibere senza gli allegati con le cifre. Vi invitiamo a metterli. Non vi è nessuna motivazione inquisitoria in ciò, ma solo una richiesta di trasparenza a rendere consapevoli i cittadini che tutte le informazioni circa ciò che il Comune incassa e spende sono lì a portata di mano come è giusto che sia. L’obiettivo di questo articolo è in linea con quanto abbiamo sempre sostenuto: è importante rendere partecipi i cittadini delle scelte dell’amministrazione, e ancor prima mettere i cittadini nelle condizioni di comprendere le scelte intraprese soprattutto nel momento in cui chiediamo ai cittadini di fare sacrifici.

Matteo Nerini Molteni, capogruppo consigliare di Siamo LESA

mercoledì 3 dicembre 2014

Da dove arriva la ghiaia che ha sommerso la Foce dell'Erno?

L'articolo dedicato da "La Prealpina
A seguito delle piogge torrenziali dei giorni scorsi la Foce dell'Erno è stata letteralmente sommersa da una quantità impressionante di ghiaia. Per mole e caratteristiche è difficile pensare che essa sia l'oggetto di un "normale" trascinamento a valle dei detriti che si sono accumulati nel letto del torrente. Da dove arriva allora? Noi non lo sappiamo ma vorremmo riportare alla mente l'allarme (a futura memoria) lanciato nel 1996 dall'allora Sindaco Gianni Lucini, da Legambiente e dall'allora Consigliere Comunale con delega all'ambiente e al territorio Alessandro Tibaldi, geologo. L'amministrazione comunale di Lesa dell'epoca denunciò la presenza di un deposito di circa 300.000 metri cubi di materiale inerte proveniente dagli scavi per il tunnel dell'autostrada in località Maglio Nesso, un luogo a picco sull'Erno sito nel comune di Brovello Carpugnino. Si trattava di una sorta di "panettone" artificiale a rischio di dilavamento. In una lettera ufficiale Lucini e Tibaldi scrivevano «...tenendo conto che la discarica presenta alcuni fenomeni limitati (per ora) di erosione accelerata nella scarpata basale, nonchè il fatto che come pendenza della superficie libera del deposito è stata scelta proprio quella massima consentita, non può essere completamente scartata a priori l'ipotesi che, in caso di eventi metereologici particolarmente intensi il fianco della discarica possa attivarsi più estesamente verso valle scivolando sul fondo dell'Erno ostruendolo.... Son passati gli anni. Non è stato fatto nulla e la quantità di ghiaia arrivata a Valle potrebbe essere il segno dell'inizio dello scivolamento...

La lettera di Lucini e Tibaldi pubblicata da "Lesa e frazioni"



mercoledì 5 novembre 2014

Sabato 6 e domenica 7 dicembre vi aspettiamo alla castagnata di Lesa nel Cuore



Vi aspettiamo alla castagnata di Lesa nel Cuore Sabato 6 e domenica 7 dicembre,  sul Lungolago Martiri di Solcio nel Parcheggio sulla Strada Statale verso Meina 


Se vi piace il nostro giornale, se siete interessati al lavoro dell’Associazione Lesa nel Cuore, se volete sostenerci, criticarci o magari solo conoscerci venite a trovarci alla Castagnata. Staremo insieme in allegria, con un buon bicchiere, gustose castagne e altre stuzzicanti suggestioni gastronomiche. L’utile delle due giornate servirà a sostenere le nostre iniziative e soprattutto a garantire l’uscita del nostro giornale. Ci vediamo là..

lunedì 3 novembre 2014

Cavallini: I Consiglieri di SIamo Lesa incalzano l'amministrazione Comunale


Quale sarà il destino della Villa Cavallini? E del parco? Quali sono le intenzioni dell'Amministrazione Grignoli che non molto tempo fa aveva manifestazione l'intenzione di alienare parte della ex proprietà Cavallini per acquisire l'area del Castellaccio? Quando la situazione è confusa e le voci si rincorrono diventa indispensabile distinguere realtà da fantasia, fatti concreti da chiacchiere. Per questa ragione i Consiglieri Comunali di "SIamo Lesa" Matteo Nerini Molteni e Daniela Marforio hanno presentato una corposa e puntuale interpellanza sull'argomento. Questo il testo:

«Premesso che
- con delibera di C.C. n° 26 del 28/06/2012 è stato dato mandato alla Giunta per:
  • verificare la fattibilità, sotto il profilo tecnico – urbanistico;
  • verificare la congruità della permuta, nell’interesse pubblico, attraverso la redazione di perizie di stima asseverate sul valore dei terreni considerati (Cavallini);
  • verificare la possibilità di utilizzo pubblico dell’area attualmente di proprietà privata (Castellaccio);

- la perizia di stima, depositata il 20 dicembre 2012, indicava i seguenti valori: Proprietà della Ges. Pro, per complessivi 22.320 mq, che comprende i ruderi del “Castellaccio”, il prato intorno, la strada di accesso alla spiaggia e il viale Conelli tra la Strada del Sempione e la Via Davicini, Valore stimato € 427.580,00; Proprietà del Comune di Lesa, per complessivi 13.700 mq circa, in località Somarino, Valore stimato € 1.373.500,00 con indice di edificabilità di 0,50 mc/mq;

- la relazione sulla fattibilità tecnico urbanistica è stata depositata il 28 febbraio 2013 e dalla stessa si evince la fattibilità della variante urbanistica;

- le relazioni sono state comunicate a Ges.pro il 14 marzo 2013, senza avere più alcun riscontro;

- nella Delibera di C.C. n° 6 del 10/04/2014 è contenuta la seguente frase: ”…il Sindaco spiega le ragioni per l’acquisizione del Castellaccio, contenute nella delibera, indicando che essa diventa la priorità di questa amministrazione. Non avendo avuto più risposte sulla permuta, l’Amministrazione ritiene quindi che l’alienazione dell’area in località “Somarino” con procedura di evidenza pubblica garantisca una maggiore trasparenza dell’azione amministrativa e consenta di valorizzare pienamente l’immobile nell’interesse del Comune di Lesa, permettendo di disporre delle risorse necessarie per: - l’acquisizione, la messa in sicurezza e il restauro dell’immobile denominato “Castellaccio” e la realizzazione sull’area esterna delle attrezzature a servizio (area a verde, parcheggio, area a lago); - effettuare, con la parte rimanente del ricavato, interventi sugli edifici posti all’interno del compendio di “Villa Cavallini…””;

- sempre nella Delibera di C.C. n° 6 del 10/04/2014 è contenuta la seguente frase enunciata dal Sindaco: “…il compendio di “Villa Cavallini”, notoriamente di grande pregio storico ed architettonico e paesaggistico, versa da anni in uno stato di degrado che ne sta compromettendo la conservazione; la Soprintendenza per i beni architettonici del Piemonte ha recentemente evidenziato la necessità di eseguire almeno gli interventi minimi per preservare la struttura edilizia…”;

- sempre nella Delibera di C.C. n° 6 del 10/04/2014 è riportato: “…L’Amministrazione comunale, per quanto fin qui esposto, ritiene:
1. di dover proseguire nell’intenzione di alienare l’area di proprietà comunale in località “Somarino” individuata da parte dei mappali 94 e 95 e dal mappale 86 del foglio 14;
2. di confermare e ribadire l’intento alla acquisizione del “Castellaccio”, ed è impegnata da subito ad individuare tutte le procedure di legge che, a fronte della concreta disponibilità finanziaria nel contempo realizzata, consentono l’acquisto della struttura, l’idonea sistemazione di quanto sino ad oggi conservato e la realizzazione sull’area esterna delle attrezzature pertinenziali;”
- la delibera votata definisce:
1) di stabilire di alienare il terreno di proprietà del Comune di Lesa individuato al foglio 14 ai mappali 94, 95 (in parte) e mappale 86 in località Somarino, con procedura di evidenza pubblica che garantisce una maggiore trasparenza dell’azione amministrativa e consente di valorizzare al meglio l’immobile;
2) di stabilire che l’area verrà perimetrata per sottoporla a Strumento Urbanistico Esecutivo, ai sensi dell’art. 17 comma 12° della L.R. 56/77 e smi, con modificazione al PRGC;
3) di includere detta area per una superficie complessiva di circa mq. 13.735 nell’elenco annuale dei beni immobili comunali del Patrimonio disponibile da alienare, come indicata nella planimetria allegata alla presente deliberazione sotto la lettera “A” per farne parte integrante e sostanziale;
4) …omissis;
5) di dare atto che si procederà all’alienazione solo successivamente alla modifica della destinazione d’uso dall’attuale “Aree agricole marginali – E1” in “Aree residenziali di completamento – Bc”;
6) di destinare le risorse ricavate, come indicato nella premessa, per l’acquisizione dell’immobile denominato “Castellaccio”, per l’idonea sistemazione di quanto sino ad oggi conservato e per la realizzazione, nell’area esterna, delle attrezzature pertinenziali ed effettuare, con la parte rimanente del ricavato, interventi sugli edifici posti all’interno del compendio di “Villa Cavallini.

- Con la Delibera di G.C. n° 133 del 04/09/2014 si riporta in premessa: ”che in data 10.07.2014 è stato notificato all’Ente il ricorso presentato dall’Associazione VIVI CAVALLINI di Lesa, avanti al TAR PIEMONTE, tendente ad ottenere l’annullamento della delibera di Consiglio Comunale n. 6 del 10.04.2014”; e si delibera: “ 1. Di autorizzare il Sindaco a resistere in giudizio in nome e per conto dell’Ente, nella vertenza avanti al TAR PIEMONTE instaurata a seguito del ricorso presentato dall’Associazione VIVI CAVALLINI di Lesa, tendente ad ottenere l’annullamento della delibera di Consiglio Comunale n. 6 del 10.04.2014; 2. Di affidare l’incarico del legale patrocinio dell’Ente nella vertenza in parola all’ Avv.Celestino Corica, dello Studio Lesale Corica con sede in Novara, Via G.Ravizza n. 3 e all’Avv. Daniela Sannazzaro di Torino, quale procuratore , i quali si sono resi disponibili all’incarico stesso; 3. Di affidare la dotazione finanziaria di presunti € 15.000,00 al Responsabile del settore finanziario competente, ai fini della formale costituzione in giudizio nonché dell’affidamento dell’incarico della difesa e rappresentanza legale dell’Ente nel giudizio medesimo.”

- Nell’estate 2014 è stato rimosso il cancello su Via Sempione a seguito di un incidente e il muro a confine con la Via S. Antonio è crollato per un tratto di alcune decine di metri.

Rivolgono al Sindaco la presente interpellanza per conoscere

1. se esiste un progetto di recupero dell’area denominata “Castellaccio”;
2. se sono stati stimati i costi per la realizzazione del progetto e, se sì, quale somma sarà destinata al compendio di “Villa Cavallini”;
3. quali sono gli “interventi minimi” richiesti dalla Soprintendenza per la conservazione del compendio di “Villa Cavallini”;
4. come si pensa di procedere alla vendita dei terreni e a quali cifre, in caso di un’asta pubblica se sono previsti ribassi d’asta e in caso di aste deserte come si pensa di procedere;
5. quanto intendono offrire per l’acquisto dell’area “Castellaccio”;
6. la quantificazione dei costi ad oggi sostenuti o deliberati per l’operazione (perizie, progetti, ricorso) suddividendoli per singole voci;
7. di riferire in merito al ricorso presentato dall’Associazione Vivi Cavallini e al suo esito, indicando anche le motivazioni addotte dal giudice;
8. se il cancello rimosso sarà riposizionato e, se sì, entro quale data;
9. cosa si intenda fare per la messa in sicurezza della zona a confine con il muro, se il muro crollato sarà ricostruito e come la restante porzione di muro sarà recuperata e consolidata al fine di una corretta conservazione del bene, se la Soprintendenza è a conoscenza dell’accaduto»